mercoledì 20 aprile 2016

Il dialogo con gli ebrei è a rischio?

Sul mio blog "The Candelabra of Italy", c'è un mio articolo che parla di un possibile rischio del dialogo ebraico-cristiano.
Ieri ho letto la rivista "Jesus".
In essa ho trovato un articolo di Iacopo Scaramuzzi che è intitolato "Malumori ebraico-cristiani".
L'articolo inizia così:

"Molti rabbini hanno criticato la visita del Papa alla sinagoga di Roma perché Francesco non avrebbe sostenuto Israele.
Ma cosa c'entra la politica con il dialogo interreligioso?
".

Rispondo io: "C'entra eccome!"
La questione di Israele è molto complessa.
Verso Israele c'è un pregiudizio e, parliamoci chiaro, questo pregiudizio è figlio di un rimasuglio di quell'antisemitismo e di quell'anti-giudaismo che tanto male avevano fatto in passato.
Dopo il Concilio Vaticano II e con il riconoscimento di Israele che ci fu nel 1993, le cose cambiarono.
La recente scelta di Papa Francesco di riconoscere la Palestina è stata di fatto vista come un passo indietro nelle relazioni ebraico-cristiane.
Io penso che lo sia stato.
L'ombra di quel pregiudizio si è di nuovo fatta vedere.
Io penso che Papa Francesco si sia scelto dei pessimi interlocutori in Abu Mazen e soci.
Questi ultimi odiano Israele.
Da qui nascono i malumori.
Lo dico a chiare lettere: la scelta del Papa di riconoscere la Palestina è stata avventata.
Essa potrebbe davvero mettere a rischio il dialogo tra gli ebrei e noi cattolici e potrebbe anche dividere noi cattolici stessi.


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