giovedì 28 aprile 2016

La legge "Bossi/Fini" è come una "toppa nuova in un vestito vecchio"

Visto che siamo in tema dell'immigrazione, commento un articolo da me scritto sul mio blog "The Candelabra of Italy" che parla della questione della Legge "Bossi/Fini", la legge sull'immigrazione.
In quel mio articolo, io ho commentato uno scritto di Claudio Martelli su "Panorama" .
Di quell'articolo, è interessante questa parte:


"Per questo è stata una follia trasformare l'immigrazione clandestina da infrazione amministrativa a, regolata dalla polizia qual era con la legge 90 (legge Martelli), a reato penale (legge Bossi/Fini). Affidate a un magistrato che deve osservare regole sempre appellabili, le procedure di respingimento ed espulsione si sono complicate enormemente, intasando i tribunali".

Martelli era stato ministro di Grazia e Giustizia.
In pratica, lo esprimo senza volere essere blasfemo, la Legge "Bossi/Fini" è un po' come "la toppa nuova sul vestito vecchio" di cui parla la Bibbia.
Le intenzioni con cui quella legge era stata fatta erano buone.
Si voleva fermare il fenomeno dell'immigrazione clandestina.
Però, il sistema italiano è problematico.
Spesso una parte consistente di magistratura (la quale ha molto potere) non ha un ruolo terzo rispetto alla politica. Anzi, tende ad invadere la politica.
Ricordo che la magistratura italiana ha larga autonomia. 
Troppi sono i magistrati che, per esempio, disapplicano la legge.
In più ci si mette la burocrazia farraginosa nell'agire e lenta.
Il risultato?
Non solo non vi sono i respingimenti ma i tribunali risultano intasati.

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