giovedì 26 maggio 2016

Cultura e Tradizioni: Tuscia insolita e misteriosa - Castel Cellesi

Paesaggio verso Castel Cellesi dalla Teverina, subito dopo la pioggia

Sarà che quando ci sono arrivato aveva appena smesso di piovere e dalla terra si levata una bruma che dava l'idea degli inferi.

Sarà che al bivio dalla Strada Provinciale Teverina ti trovi di fronte un edificio diroccato che tra quelle nebbie rendeva tutto più onirico e magari anche un tantino più inquietante di quanto non sia in realtà.

Ma sembrava di essere usciti dala villa nella remota isola di Jersey nel film "The Others". Chi di voi ha visto quel film non dimentica facilmente una delle scene principali. Quando la madre sepolta in casa coi figli esce cercando la fuga e trova suo marito in mezzo alla nebbia.

Ecco, Castel Cellesi mi si presenta così un primo pomeriggio di un maggio insolitamente piovoso.
Noto senza entusiasmo che la popolazione del luogo sta piantando minuscoli alberelli di nocciolo, pianta che viene data per lucrosa in agricoltura. Pianta che non mi entusiasma perché la associo al luogo da cui me ne sono felicemente andato, Capranica, che galleggia letteralmente sulle nocciole. E su ben altro materiale di una diversa sfumatura di marrone e di aroma assai più aspro...

Castel Cellesi mi incuriosisce e mi affascina. E questo effetto credo valga la pena venga sperimentato.

Intanto mi incuriosisce il nome. È un castello effettivamente. Non arroccato direi, anzi abbastanza in piano ma Cellesi? Cognome del feudatario o nobile o borghese facoltoso proprietario magari notabile pontificio? Lo ignoro ma un sano Buon giro su Wikipedia fuga ogni dubbio a riguardo e non vi parlo di questo.

Mi affascina persino il curioso nome di uno dei suoi figli che hanno meritato di essere ricordati in una delle sue vie. Cleopino.

Castel Cellesi, Piazza della Repubblica


Ma più di ogni altro mi affascina la piazza della Repubblica e la piazzetta d'armi interna. La sua architettura bassa compatta e mediterranea.
Sarebbe una location ideale per un film ambientato in Sicilia o nella Meseta spagnola. Non dico nel West o nel South West americano. Anche se l'opus latericium e l'archetto di accesso e la bassa muraglia fa piuttosto pensare ad un castrum romano. Non siamo né in Spagna ne in Sicilia né tantomeno nel Nuovo Messico o nel Texas, troppo verde, clima troppo temperato. 

Fa più svizzera o Pirenei o Provenza il borgo ordinato con basse case a due piani. 

Ma i confronti con altri luoghi sono improponibili. Castel Cellesi è unico. A dire il vero, dal punto di vista prettamente culturale o storico, non ha nulla di rilevante. Non ha mare né montagna né collina né tradizioni storiche di chissà quale levatura. Eppure ti colpisce. Ti colpisce la sua architettura, ma non solo.

Tutto molto curato. Pulito, ordinato, silenzioso. Ideale per chi cerca tranquillità assoluta.

Castel Cellesi, particolare della "Piazza d'armi" o cortile interno che ricorda la struttura di un Castrum romano.


Le case che si affacciano sulla piazza e sulla contigua Piazza d'Armi (ne ignoro il nome effettivo, ma in tutto e per tutto richiama la classica piazza d'armi di un castrum) hanno delle facciate ben mantenute. Tra tutte mi è piaciuta assai una casa con marmi policromi in uno stile che ricorda il decò della prima e seconda decade del XX secolo.

Castel Cellesi, una delle abitazioni che guardano su Piazza della Repubblica



Se vi dovesse capitare di muovervi attraverso la Tuscia, magari lungo la direttrice Provinciale Teverina, la strada che da Viterbo muove verso le terre che un tempo facevano parte dei Domini di Ferento, oltre Celleno, sulla destra, non fatevi sfuggire una puntata a questo borgo. 

Fabrizio Baldi

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