venerdì 6 maggio 2016

Ringraziamenti agli amici (quelli veri)


Di norma non faccio mai uso privatistico di questo blog, anzi da quando nel luglio 2015 l'ho fondato ho sempre evitato accuratamente di parlare dei fatti miei, primo perchè non credo siano interessanti, secondo, perchè appunto son fatti miei.

Ma stavolta è diverso, è doveroso.

Doveroso dopo le vicende personali di questi ultimi tempi adempiere ad una solenne promessa. Quella di ringraziare pubblicamente tutti coloro che ci sono stati. Che mi hanno aiutato nelle fasi peggiori. Quelli che non sanno e che cercano di capire a cosa mi riferisco stiano tranquilli. Non dirò almeno per ora più di questo.

Inizio ringraziando mia moglie Gloria e la sua meravigliosa famiglia di origine. Lei c'è sempre, è una donna unica, non è un modo di dire. Come Gloria c'è soltanto Gloria. Nessun'altra è solo minimamente paragonabile. Ero sull'orlo di abbandonare per sempre l'idea di una vita di coppia, viste le persone totalmente sciagurata che avevo avuto la disgrazia di incontrare sul mio cammino. Cominciavo a rinunciare all'idea di trovare la giusta compagna per la vita è come in un film di azione, all'ultimo fotogramma è apparsa, improvvisamente, forte, bella, determinata, straordinaria, dotata di una intelligenza aliena, non umana. Non sa cosa sia lo sconforto, la paura, l'insofferenza. Capace di prendere una montagna con le mani e spianarla. È riuscita laddove tutti hanno fallito. E dove molti si auguravano che insieme io e lei fallissimo. Con lei si apre non semplicemente una fase nuova della mia esistenza ma si inizia a vivere. Unico rammarico, non averla incontrata molto prima, ma avremo modo di recuperare il tempo perduto, ed in parte già stiamo recuperando alla grande.

Ringrazio allora il babbo Antonio, e tutti gli altri membri della famiglia.

Ringrazio immediatamente dopo Ivo. Quel fratello, lui si, che non ho mai avuto e che vorrei avere avuto. Una certezza, una presenza nei momenti più bui e disperati. Anche insieme a lui c'è l'abbiamo fatta.

Un grazie poi tutto speciale a Maria Venera, che si è rivelata per molti aspetti una seconda madre. Una persona dolcissima, non avevo bisogno di chiedere, non avevo bisogno di parlare, commovente ed indispensabile, vitale il suo aiuto. Senza di lei non avremmo proprio saputo come fare molte volte.

Grazie anche di vero cuore a Lucio, amico di Siena, con il quale a dire il vero non c'era grande frequentazione per infiniti motivi che impediscono alle persone di stare assieme come vorrebbero. Senza il suo prezioso aiuto al momento giusto per "infilare" la sequenza di passi giusti, non sarebbe stato possibile uscirne bene.

Infine, ma so che sto facendo torto a molti altri che hanno per quanto loro possibile, hanno dato il loro significato a tutto il passaggio, desidero ringraziare Filippo, e per suo tramite gli scienziati della russa Kriorus, di cui mi occuperò approfonditamente a costo di apparire fuori tema o "off topic" su questo blog, ma in realtà non lo saranno affatto, e capirete perché, spiegando qual'è o meglio quale deve essere il vero obiettivo di chi fa politica. Filippo è persona che ho conosciuto da relativamente poco tempo ma che ho imparato ad apprezzare sul campo per ciò che fa, per come lo fa e del cosa fa, lui crede in un grande sogno, ci crede tanto quanto me, anzi di più. Il sogno suo e mio e di molti altri, è il più grande possibile, ed è un formidabile visionario che finalmente ha reso possibile quello che da sempre si credeva essere pressoché irraggiungibile ed ho avuto l'onore di essere coinvolto in questa avventura. Semplicemente un grande, al servizio di grandi. I ricercatori Kriorus di cui vi parleremo.

Concludo con una nota aspra e polemica. Come deve essere in un blog che incita le masse a ribellarsi, ad arrabbiarsi ferocemente davanti alla ingiustizia ed alla crudeltà e stupidità degli uomini. Di certi uomini quantomeno.

Mentre questi amici, ed altri ancora, si prodigavano per esserci vicini, purtroppo alcuni (a dire il vero pochissimi e malamente assortiti) si sono rivelati una delusione. Nulla di grave perché a certo squallore umano siamo avvezzi ahimè, ne tanto meno di imprevedibile perché c'è lo aspettavamo. 

Mi viene solo in mente quel poveraccio che millanta (anzi millantava) chissà quale amicizia "fraterna" è nel momento in cui trovandoci in una fase difficile e delicatissima, forzando la mia dignità che mi impone per me stesso di non chiedere mai nulla, dovetti farlo, poiché era strettamente necessario, vitale per le cure mediche per i miei cari, ed azzardai dopo l'ennesimo "ti serve qualcosa? Io ci sono", di osare formulare la richiesta di un minuscolo prestito, una modica somma di danaro (volendo far sarcasmo direi circa trenta danari) 
Roba che per uno come lui di buona famiglia abituato a bruciare soldi in modi più o meno narrabili è praticamente una bazzecola.
Ebbene, in spregio alla MOS MAIORVM di cui qui abbiamo abbondantemente parlato, di fronte alla concreta difficoltà di un "fratello", mi ha rifiutato il favore, accampando delle scuse che non avrebbero convinto nemmeno un insegnante di scuola media come giustificazione per le assenze,  laddove altri con meno mezzi e meno pretese di volermi concedere amicizia a tutti i costi invece per ben altre somme me lo hanno accordato, ed alcuni mi hanno perfino fatto donazioni senza esigere nulla più, ma per carità, è una questione di coscienza, o ce l'hai o non ce l'hai.
Del resto quando lui si, aveva bisogno di aiuto, io c'ero, e sul serio, senza battere ciglio, ho creduto che questo senso fraterno fosse reciproco, ma mi sbagliavo, quando a fronte del tanto da me dato, ho chiesto un briciolo mi è stato negato, ma il peggio è ben altro.

Infatti questo gentiluomo d'altri tempi, ha sentito forte il bisogno di contattare delle persone, comuni conoscenze e di avvisarli di un grave pericolo incombente. M è stato riferito da più persone che sarebbe arrivato loro un avvertimento accorato di questa personcina a fare attenzione a me, in quanto, cito testuale quanto riferitomi, "essendo caduto in disgrazia avrei potuto chiedere soldi"

Sorvoliamo sul perché mai si dovrebbe fare attenzione ad un amico che ti chiede una mano. A meno che non lo faccia armi alla mano ed allora chiamasi "rapina a mano armata", sorvoliamo pure sulla deduzione in merito al mio stato patrimoniale, per fortuna decisamente meno nero di quanto costui abbia creduto (e temo sperato), ma il complesso del comportamento credo che all'unanimità non possa che essere considerato a dir poco ripugnante.
Su gente del genere potrei infierire a lungo, e dovrei decisamente farlo come mi è stato consigliato a gran voce da più parti, e sarebbe facilissimo trattandosi di gente fragile ed assolutamente impressionabile, senza spina dorsale. 

Ma non voglio farlo. Ho troppo a cuore le mie energie per cose serie ed importanti, per cui nonostante l'effettivo disgusto che si prova davanti a certi atteggiamenti, odiare questa gente è un lusso che non posso concedermi, almeno per ora, visto l'impegno che mi aspetta per attività di importanza assoluta, e pertanto mi limiterò semplicemente a comportarmi come l'intero mondo già fa con loro, ignorandone l'esistenza d'ora in poi. 

AVE ROMA, AVE FRATRES, VICTORIA PROPE EST


Fabrizio Baldi

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