lunedì 6 giugno 2016

Marta, nella Tuscia, ottima prova di democrazia


La democrazia non ci piace, nemmeno un po'. Essa è una sorta di anestesia della società fondata su uno dei tanti errati convincimenti dei progressisti. Ossia che il governo migliore sia quello condiviso con il maggior numero possibile di persone. Una visione tanto ingenua, direi "grillina", quanto romantica della società, che sta inesorabilmente marcato il passo è presto essa svanirà. È già moribonda se si pensa che nessuna delle principali potenze è effettivamente una democrazia.
Ma finché dovremo subire la democrazia, e saremo costretti a venerata come un dio che non si deve mettere in discussione, almeno che venga praticata bene!
Ed allora queste elezioni amministrative, che sono "l'esercizio della democrazia" come i democratici amano dire, hanno visto il paese dove vivo e di cui sono originari i miei padri, Marta, nella Tuscia, protagonista di un ottimo esempio di questo.
Meno di tremila elettori al voto, hanno potuto scegliere tra ben 5 liste. Mediamente meno di 600 elettori a lista come elettorato di base. Tra il primo arrivato e l'ultimo non c'è troppo scarto e le prime tre liste differiscono per meno di 100 voti.
La lista vincente è in teoria espressione del centrosinistra ma in pratica si tratta di composizione trasversale un po' in tuttè le liste.
A Marta si concorre senza troppi problemi. E i voti si distribuiscono. Non c'è una lista che domina assolutamente sulle altre. Certo uno vince, ma i cittadini sanno che se le cose non andranno bene potranno scegliere tra molte opzioni.
Ho votato in un clima molto disteso, sereno, tranquillo, ordinato. Facce pulite, amichevoli, che votano da persone libere, magari chi per amicizia o parentela come accade nei piccoli centri, ma più per libero e schietto convincimento.
Invece un caso diametralmente opposto es un pessimo esempio è il paese di origine di mia madre dove vivevo fino a qualche mese fa, Capranica.
Il triplo degli abitanti. Ed ogni volta che ci sono le elezioni è una tragedia. O meglio, una farsa. Li non si riesce ad andare oltre le due liste che concorrono. Tre al massimo se consideriamo anche la folkloristica lista dei comunisti locali che fa tenerezza, si votano da soli e racimolano qualche decina di voti ma almeno poveracci ci provano. In quel paese li da trent'anni governano gli stessi. Ogni tanto ruota qualche poltrona. Ma sempre gli stessi. E tanto per non farsi mancare nulla sono una lista ("senza frontiere" mi pare si chiami) apertamente schierata col centrosinistra cattocomunista, Margherita o se preferite in odor di Bindi o della sua degna emanazione nella Tuscia. Peppe "Bucia" Fioroni, detestato dalla mia gente tranne in pochi suoi angoletti per non aver fatto altro che promesse (le "bucie" appunto) e per avere, almeno così si dice, fatto fiera opposizione alla assegnazione a Viterbo di un aeroporto civile.
DI solito a concorrere contro i fioronari a Capranica si ha una lista sostenuta da anime del centrodestra. Ma si tratta di una opposizione pavida, sparuta, che ad ogni tornata fatica persino a raccogliere le firme necessarie a concorrere, e che puntualmente vede i suoi pezzi pregiati (si fa per dire) migrare dall'altra sponda (politicamente parlando). Insomma a Capranica a differenza di Marta, votare non è una cosa seria.

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