martedì 7 giugno 2016

Nerone era davvero così cattivo?

Peter Ustinov nei panni di una delle versioni cinematografiche dell'Imperatore Nerone più famose, nel film Quo Vadis.
Nerone il pazzo, Nerone il sanguinario, Nerone il matricida, l'assassino di Poppea incinta, l'incendiario di Roma, il martirizzatore di Pietro e Paolo, Nerone l'anticristo codificato nel "666" dell'Apocalisse di Giovanni Evangelista.


Nerone sembra avere riassunto tante e tali di quelle qualità negative, che è stato considerato il male assoluto, forse alla pari al massimo con Hitler o addirittura superiore.

Ma noi siamo abbastanza svegli da capire che le cose non stanno sempre come ci vengono propinate. E se mettiamo nel conto che i danni che Nerone sostengono abbia causato sono troppi, e che la Storia purtroppo la scrivono sempre i vincitori, e in questo caso sono Senatori di Roma, i "poteri forti" per dirla con un termine attuale, e i suoi acerrimi nemici i Cristiani, le conclusioni sono subito tratte.



Provate ad immaginare cosa potrebbero scrivere dei biografi di Silvio Berlusconi di estrema sinistra, o grillini, o uno come Travaglio.


Ma veniamo ai fatti concreti.


Esiste molta letteratura in rete, seria, che parla di Lucio Domiziano Enobarbo, della dinastia Giulio Claudia, meglio noto come Nerone appunto.

Questo ad esempio è uno dei siti in cui si offre una versione ben diversa dal solito cliché su Nerone.



Sappiamo ad esempio che Nerone difese le Comunità Ebraiche a Roma, e le difese in un contesto ben preciso.


Egli era per la libertà di culto, era un liberale, amante delle arti, e relativamente mite e poco incline alla guerra. Era amato dal popolo, magari era un po' indolente, un uomo del suo tempo sanguinario quanto basta, ma non peggiore di Costantino, il "santo" che fece uccidere a sangue freddo suo cognato Licinio, suo nipote Liciniano, sua moglie Fausta, ed infine suo figlio primogenito Crispo.
Nemmeno il terribile demone del film Sinister è capace di compiere così bene un simile sterminio familiare. 


Nerone difese gli ebrei da una nuova setta che da qualche tempo cercava di accreditarsi a Roma come rappresentante del popolo ebraico, ma non rappresentava che se stessa, e per giunta a differenza degli ebrei, che da secoli vivevano in pace nell'Impero e si facevano gli affari loro, questa setta era alquanto molesta, tentava in vari modi spesso anche brutali, di reclutare nuovi adepti. Non accettavano che fossero presenti altri culti, e chiunque respingesse la loro "parola" era bollato come nemico del loro dio. Arrivavano a oltraggiare la figura dell'Imperatore che era Dio per molti Romani, (come lo è ancora oggi per i Giapponesi), si ribellavano apertamente all'autorità in nome dell'obbedienza a questo loro dio superiore, intralciando le attività dello Stato. Insomma erano i Cristiani.



Quando si dice che Nerone perseguitò i Cristiani, e che fu il primo a farlo, si dimentica che costoro aggredivano apertamente gli ebrei, tanto che Nerone, stanco del loro terrorismo decise di mettere la setta fuori legge. Fu decisamente più tenero con loro di quanto i Cristiani stessi non furono con i Pagani e con coloro che venivano bollati come eretici appena ebbero il potere. Dal 313 d.c. fino ai giorni nostri.


Nerone voleva che a Roma continuasse ad esserci libertà di culto, i Cristiani volevano imporsi già da subito come unica religione del mondo. Questo strideva fortemente con la vocazione liberale dell'Impero. E quindi Nerone adottò le giuste e doverose contromisure.

I due principali rappresentanti del Cristianesimo, Paolo di Tarso (di cui parleremo approfonditamente in un prossimo articolo) e quello che era stato stabilito per consuetudine come successore del Cristo, Shimon Kefa, latinizzato in Pietro, erano a Roma. Nerone è passato alla storia per esserne il carnefice. Ma non ci siamo mai posti la domanda del cosa ci facessero tutti e due contemporaneamente a Roma. Eppure il loro culto era felicemente stabilito assai lontano.

Cristo aveva detto che Pietro avrebbe costruito la sua chiesa, ma non ha mai detto a Pietro "Vai a Roma e pianta li la mia chiesa, magari fai costruire la basilica di San Giovanni in Laterano, poi fatti martirizzare su un colle detto Vaticano in territorio di Veio, e escludi tutte le altre religioni".


No, non aveva detto così. Cristo a Roma non ci pensava minimamente, anzi, era ben lieto di parlare da ebreo agli ebrei. Aveva rispetto, lui, per Roma, tant'è vero che la sua frase "date a Cesare quello che è di Cesare", rimane proverbiale per sancire il rispetto del pagamento dei tributi.


Invece, tutti quelli che danno del cattivo a Nerone, non si chiedono cosa ci facessero, pochi decenni dopo la morte del loro Capo, i principali capi Cristiani proprio a Roma?

Una possibile risposta è che oltre a promuovere un molesto proselitismo, i Cristiani avessero in mente qualche eclatante azione dimostrativa. Chissà qualcosa di grosso, non so, un incendio?

Si dice che Nerone abbia appiccato lui il fuoco alla Suburra, e che poi abbia fatto ricadere la colpa sui Cristiani, perseguitandoli.

Ma suvvia, siamo seri, credete veramente che un Imperatore tanto assoluto, un Dio, dispotico e sanguinario, come viene ritratto dai suoi detrattori, aveva davvero bisogno di una scusa per colpire qualcuno che gli stava sulle scatole?

Nessun Imperatore mai avrebbe osato recare danno alla Città Eterna. E soprattutto, nessun Romano, avrebbe mai eseguito un ordine tanto scellerato, semmai fosse giunto persino dall'Imperatore stesso.

Inoltre, la Suburra era guardacaso, la zona di Roma dove risiedevano i principali concorrenti dei Cristiani nel volersi accreditare come religione monoteista del dio detto Jahvè. Gli ebrei.

I Cristiani incendiando la Suburra avrebbero da un lato eliminato gli avversari ebrei, dall'altra avrebbero poi fatto circolare la voce nelle loro comunità che in realtà questa era una messa in scena del terribile Nerone, e così avrebbero fatto la parte delle vittime. 

Anche i fatti che vorrebbero Nerone come aggressore dei ricchi di Roma, e dei Senatori, in realtà vanno contestualizzati. 

L'amico David, esperto di Storia Romana, mi fa sapere che la situazione economica che sotto Nerone andò peggiorando, fu a causa di speculazioni che solo in parte riuscì a frenare. dei Feneratores, i banchieri, che sono sempre stati una piaga, già all'epoca di Nerone, ed i Magones, i mercanti di schiavi, gente che forniva o regolamentava la forza lavoro dell'Impero, vi fa venire in mente qualche figura attuale? Ma certo, i Sindacati!. Quindi Nerone aveva contro Banche e Sindacati, praticamente si trovò nelle stesse condizioni in cui ad esempio si è trovato Berlusconi. Ed ovvio che i suoi nemici lo abbiano demonizzato appena ha cercato di correre ai ripari.

Nerone si fece amici tra il popolo, ma si oppose al dilagare di una nuova religione portata da nuovi immigrati, in più ebbe nemici i banchieri, e quelli che regolamentavano la forza lavoro dell'Impero, in pratica si trovò contro tutta "la sinistra" dell'Impero. 

Così come oggi fanno fronte comune le Banche, i Sindacati, e le Organizzazioni Umanitarie che speculano sui nuovi arrivati, e la sinistra li rappresenta degnamente, agevolando l'espansione islamica, così a quell'epoca un fronte "di sinistra" cominciò a demonizzare Nerone, fino al punto che venne detronizzato e costretto al suicidio da un golpe militare.

Anche in questo caso ci ricorda il golpe dello spread, del 2011 col quale venne destituito Berlusconi, uno dei capi di governo più amati dal popolo.

La Storia si ripete, poi la Storia la scrivono i vincitori ed ecco che Nerone magicamente diventa il male assoluto.


Fu terribilmente odiato dai Cristiani, per la fiera opposizione che offrì al loro preoccupante modo di imporsi come religione assoluta, e sicuramente tra i Cristiani vi erano dei fanatici anche violenti. Ricordatevi negli Atti cosa succede ad Anania e Saffira? Si dice che sia stato il loro dio a far loro del male, ma ci sorge il dubbio che dentro le comunità cristiane fosse consuetudine usare la spada e la violenza per imporsi. E questa abitudine continuò sempre. I Cristiani erano assai meno "martiri"  e "vittime" di quanto non ci abbiano voluto far credere.

I Cristiani furono sempre contro Roma, contro l'ordine ed il potere dello Stato, erano sovversivi, e gli Imperatori avveduti capirono il pericolo ed adottarono contromisure, se volete anche spietate ma giuste e necessarie. E quanto fossero pericolosi purtroppo lo abbiamo visto, dal momento che alla fine hanno ahimè prevalso sulla più potente e forte delle Civiltà.
L'odio verso l'eroico Nerone che per primo capì il pericolo e si oppose, durò fino in epoca medievale, quando vi fu un papa che disse di aver sognato l'inferno sotto la Tomba dell'Imperatore. Quella Tomba non si trovava nella zona che prende il nome di "Tomba di Nerone" sulla Via Cassia, bensì nella zona di Piazza del Popolo. Era un Mausoleo ci dicono molto bello, eppure il delirio fanatico di questo papa volle che fosse distrutto "il demoniaco sacello" di Nerone, ed al suo posto sorse la chiesetta di S.Maria del Popolo, dove dentro "a memoria ed espiazione" del delitto commesso da Nerone verso i due santi patroni di Roma Cristiana, vi sono due tele di Caravaggio una "Il martirio di San Pietro" e l'altra, di fronte, la "Conversione di San Paolo".

In pratica quel papa non si comportò in modo troppo diverso dai Talebani che distruggono i Buddha, o dall'Isis che demolisce i templi delle antiche città Mesopotamiche, o dal proposito dei Fratelli 
Musulmani d'Egitto che volevano distruggere le Piramidi.

AVE

C.L.M. 

5 commenti:

  1. Vi invito a leggere: http://thecandelabra.blogspot.it/2016/06/la-questione-di-nerone.html.

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  2. Aggiungo come commento delle preziose informazioni aggiuntive che ci fornisce l'amico Alberto.

    "guarda caso l'incendio di roma avvene nel 64 D C praticamente quasi al termine del biennio in cui nerone aveva dato inizio alla sua riforma monetaria e finanziaria che minava gli interessi delle classi sociali pìù alte a favore invece del ceto medio.
    c'è poi da dire che inizialmente, al contrario di quanto si crede, il cristianesimo a Roma trovò i suoi primi adepti tra le classi sociali più elevate, in primis tra quella aristocratica così ostile all'imperatore!
    personalmente ritengo che il grande incendio di Roma del 64 D C non fu accidentale bensì doloso, ma il mandante non fu certo l'imperatore Nerone!"

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  3. Ricapitolando.
    1. Nerone si fa dei nemici tra gli aristocratici di Roma
    2. Il cristianesimo trova i suoi primi e più convinti adepti a Roma tra gli aristocratici.
    3. Scoppia un incendio sotto Nerone nel quartiere (anche) ebraico.
    4. I cristiani erano ostili agli ebrei
    5. "Qualcuno" indica subito Nerone come mandante. Lui ovviamente fa una indagine e trova i (veri?) Mandanti ed esecutori.

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  4. Ringrazio Antonio che è comunque presente con commenti che rimandano al suo blog molto interessante che consiglio tutti di visitare.

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  5. Abbiamo ancora un importante contributo da parte del nostro carissimo amico Alberto che ci fa sapere che
    "andando a leggere nei vari libri che ho sui santi le biografie dei martiri dei primi secoli e ho notato che sono quasi tutti membri di famiglie patrizie, o di intellettuali o ufficiali militari. Certo ve ne sono anche alcuni provenienti da ceti più umili, tipo san callisto papa (ex schiavo) e san Aquila e santa Priscilla ( commercianti di tessuti e tende) ma son pochini! altro che religione degli umili e dei servi, il cristianesimo nasce come religione praticata da membri della classe aristocratica e dell'elitè intellettuale! e anzi i più accaniti seguaci del paganesimo si trovano tra i ceti più bassi ed agricoli!".

    Ed infatti la parola "PAGANVS" in origine indica l'abitane di un PAGVS ossia un insediamento rurale. Quindi il pagano è sinonimo di "contadino, agricoltore". Le campagne furono più conservatrici. I veri Romani resistette più a lungo lontano dalle città. Fino in epoca medievale. Ospitone di Barbaricia (Barbagia) quando la Sardegna era un Thema (Provincia) di Bisanzio, nel 600 d.c.era ancora fieramente pagano e per mera convenienza politica accettò formalmente l'adesione sua e del territorio interno dell'isola sotto il suo controllo, alla religione di Cristo. Della profonda ferita subita dalle genti di Etruria (Tuscia, Toscana) da parte di Elena la madre di Costantino per imporre la religione cristiana abbiamo già parlato. È quella frattura mai ricomposta che ha originato l'avversione delle nostre genti verso il cristianesimo. Certo ci sono chiese e sacerdoti. Ma l'etrusco moderno i preti se li mangia. E tutto ciò che di politico o sociale può fare contro la Chiesa lo fa. Il sangue dei martiri pagani grida ancora vendetta. Lo abbiamo già scritto in un lungo articolo. I toscani sono "rossi" perché credono che così fanno dispetto a Gesù.
    Ma come abbiamo detto purtroppo per loro si sbagliano perché il comunismo è figlio di primo letto del cristianesimo germanico protestante, nella forma filosofica sviluppata da Hegel e ripresa da Marx. Marx prima ancora che di origine ebraica era figlio di un paStore protestante ed è cresciuto a pane e morale protestante germanica.

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