domenica 31 luglio 2016

La differenza tra il pensiero progressista e quello conservatore da un punto di vista "matematico", di Fabrizio Baldi, parte 4

Charles Fourier, nato a Besançon, in Francia, nel 1772, Socialista "utopistico", uno dei tanti illusi progressisti convinti di avere in mano la soluzione per salvare il mondo



Ed a loro va detto che la differenza tra il Progressismo ed il Conservatorismo, ideologicamente parlando passa per un diverso modello matematico della evoluzione storica e sociale di una comunità e dell'intero genere umano.
Per i progressisti la Storia non è mai uguale a se stessa.
Oggi è diverso da ieri e da domani, gli eventi non si ripetono mai due volte, e mai nello stesso modo. E così da questo agevole e facile assioma si produce tutta la Teoria.
Inutile rimpiangere l'impero Romano, ormai non torna più.  Sono arrivati i barbari, Carlo Magno, gli arabi, i turchi, ecc.
Inutile rimpiangere il Duce, ormai non lo faremo tornare più. Ha commesso l'atroce sbaglio della alleanza col nazismo che permette al mondo "antifà" di retroagire e demonizzare tutto del fascismo, fino a pretendere ad imitazione dell'Isis la rimozione dei simboli "pagani" come l'obelisco del Foro Italico.
Inutile rimpiangere l'Istria e la Dalmazia. Ormai gli sloveni e i croati hanno attappato tutti i buchi del terreno con italiani vivi. Ora li ci sono solo cognomi in -ic, per di più tutto questo fatto da simpatici compagni ideologicamente affini.
Ma inutile persino rimpiangere la lira. Ormai c'è l'Euro, se tornassimo alla lira partirebbe un meccanismo economico tale che moriremmo di fame, di malattia o di tutti assieme.
L'unica cosa su cui va rimessa mano per il progressista è lo Stato di Israele. Si insomma pure quella potremmo vederla come okkupazione se non fosse che a noi progressisti ci fa più comodo difendere l'arabo, pure perché il nostro pensiero manipolato viene ben pagato ai capi, in petroldollari.
Mi viene da pensare che il progressista patologico è profondamente pericoloso. Basandosi sul principio dello "ormai è fatta, indietro non si torna", infatti temiamo che costoro occupino il nostro posto al cinema se ci alziamo, o al ristorante, o la nostra auto, o la nostra casa. Ed effettivamente lo fanno. Il concetto di "okkupazione" e di "esproprio proletario" è cosa loro.



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