domenica 31 luglio 2016

La differenza tra il pensiero progressista e quello conservatore da un punto di vista "matematico", di Fabrizio Baldi, parte 3

I Rappresentanti delle classi del Popolo davanti al Re di Inghilterra. La Camera dei Rappresentanti. In un dipinto di epoca rinascimentale di John Stow (fonte: Dizionari Più Zanichelli)


Che sia per ergersi a difesa dei diritti civili imponendo il matrimonio tra persone dello stesso sesso, l'adozione, la fecondazione di una donna estranea al nucleo familiare. A prescindere che la maggior parte degli adottanti sia gente straricca, viziata, annoiata, che vuole un figlio come se fosse un giocattolo, un nuovo passatempo, senza un briciolo di senso familiare. O che per avere il figlio si faccia violenza ad una poveraccia costretta per fame a farsi siringare dentro la vagina il seme di una decrepita vecchia rockstar. E che questo figlio nato, che dovrebbe avere chiaro cosa sia una madre ed un padre, per crescere sano e forte. È ancora un mero dettaglio.
Il nuovo, quel nuovo, va difeso.
Ma badate bene io sto ipotizzando che ci siano progressisti in buona fede, il che è già una forzatura se non una rarità. Infatti il leader progressista spesso e volentieri è solo un volpone che cavalca degli argomenti affascinanti ed innovativi per sedurre i malleabili, i più deboli, i più vulnerabili, carpirne il consenso per ottenere e mantenere un lucrativo incarico di governo.
Io non prendo in considerazione gente come Boldrini e Kyenge che sono evidentemente in malafede e strumentalizzano l'immigrazione per i loro interessi. O la Cirinnà che possiede locali per gay e le viene comodo tutelare gli interessi della clientela.
Mi riferisco a gente, spesso presente nella base dei movimenti, che alle frottole dei capi finisce per crederci davvero.

Nessun commento:

Posta un commento