venerdì 1 luglio 2016

La sinistra radical chic che da dell'ignorante all'avversario... noi la sfidiamo

Giorgio Gori, cresciuto sulle spalle e sulla pelle di Berlusconi, già direttore di Canale 5 negli anni 80 e 90, da un po' mascotte del collaborazionista Renzi, pontifica sul Brexit "gli ignoranti non votino".
A parte l'irresistibile comicità di questa affermazione fatta da un soggetto che ha contribuito a dare al mondo trasmissioni televisive come "ciao Darwin", "amici", e "grande fratello" nei confronti di un popolo che ha dato al mondo Shakespeare, Newton, Darwin (senza il "ciao"). Ma francamente ne abbiamo abbastanza della loro arroganza intellettuale e non solo.
Gente che perché ha letto un paio di poesie di Neruda che ritiene di avere il mondo in pugno e la verità in tasca è gente maledettamente stupida e pericolosa.
Questi sono gli intellettualetti di sinistra. Il sapere è loro. Perché magari lo insegnano da qualche cattedra a cui sono arrivati chissà come, e sui concorsi avremmo molto da dire. Perché magari loro alle feste dell'unità hanno lo stand su "la isla grande" e sanno localizzare Cuba sul mappamondo e sanno che isla in spagnolo potrebbe voler dire isola.
Io di gente di sinistra ne ho conosciuta tanta, troppa in vita mia. Sinceramente non mi sono sembrati né più colti, anzi; né più intelligenti, anzi; né più buoni, anzi; né più belli, ma per carità, degli altri.
Si sopravvalutano parecchio, lo fanno perché rappresentano il potere del Regime e del Reich.
Ovviamente hanno più porte aperte di altri, perché tra amichetti si aiutano, e quindi tra un ingegnere esperto di etruscologia, matematico, appassionato di linguistica, neroscienze, che conosce 4 lingue ma non di sinistra (un profilo culturale a caso...) ed una psicologa, con esperienza su tre continenti e cultura medica che conosce 4 lingue (altro profilo culturale a caso), ed uno laureato in lettere coi prosciutti andati a male, "noi de sinistra scejjemo quest'urtimo come esperto consulente currturale perché cià a tessera der partito" mi pare ovvio.
 Visto che pensano di saperne di più allora noi li sfidiamo.
Apertamente, ufficialmente,  ad una gara di cultura.
Aspettiamo con ansia che qualche saputello accetti la sfida. Saremmo ben lieti di dargli una lezione.
G.C.

1 commento:

  1. La solita spocchia con quell'arietta di superiorità morale e intellettuale e poi trovano sempre che gli fa abbassare quella cresta che poggia su panna montata !
    Anche io li sfiderei molto volentieri e non credo che a vincere la sfida sarebbero loro

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