venerdì 19 agosto 2016

L'Egitto di Al Sisi ci piace sempre di più

Il judoka islamico egiziano El Shehaby rifiuta la mano dopo averle prese dal suo avversario israeliano in gesto di disprezzo. Violando così un codice d'onore sacro dai tempi dei giochi di Olimpia in cui di fronte agli Dei si annullavano temporaneamente gli odii, le rivalità, le guerre.
Ma cosa volete che ne sappia questa gente fanatica di Maometto di onore? E pensare che qualche commentatore ottuso ha persino tentato di giustificare il gesto imbecille. 



Qualche giorno fa, mio marito Fabrizio è intervenuto su una pubblicazione su Facebook del nostro amico e già collaboratore Antonio Gabriele Fucilone con la quale Antonio biasimava il comportamento ignobile del judoka egiziano Al Shahaby (o El Shehaby con pronuncia araba africana), che aveva sdegnosamente rifiutato di dare la mano dell'avversario israeliano. Un pessimo gesto da parte di un musulmano. Un gesto antisemita di disprezzo. Mi verrebbe da pensare che ha avuto persino più midollo il palestinese che si è rifiutato di gareggiare. 

Fabrizio ha liquidato con una battuta il gesto, ed è a quel punto la solita italiana sempre pronta a giustificare l'islamico di turno ha scatenato una penosa polemica.
Del resto se tra la popolazione italiana non vi fossero tanti masochisti che si genuflettono al nemico non staremmo in queste condizioni.
Ma proprio perché è nostro preciso compito separare il buono e giusto dal pessimo, abbiamo ripetutamente elogiato il buon governo dell'Egitto del Generale Al Sisi.
Ed anche in questo caso gli Egiziani (non è un caso che sono i compatrioti di Magdi Cristiano Allam) si fanno onore.
Il barbuto judoka antisemita è stato cacciato.
Ora potrà sempre chiedere asilo a qualche stato barbaro antisemita del Reich come il Qatar o l'Arabia Saudita, i quali stati però sappiamo sono estremamente razzisti verso gli altri "arabi" e musulmani.
Ancora una volta l'Egitto fa la cosa giusta.
Avanti così.




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