sabato 8 ottobre 2016

Corvo Rosso non avrai il mio scalpo, di Enrico Scarpellini


Il mio naso non ha tre narici, non ho mai cantato “bella ciao” né a maggior ragione “bandiera rossa”, non ho mai fatto acquisti alla Coop, non sono cliente di MPS e non ho mai sborsato un solo centesimo, neppure per sbaglio, per procurarmi un qualsiasi quotidiano, una qualsiasi pubblicazione o un qualsivoglia periodico che siano stampati dalla sinistra.
Diserterei le urne piuttosto che regalare il mio voto ad un partito di sinistra o ad una banda di suoi fiancheggiatori, non sprecherei un solo minuto del mio tempo per ascoltare un qualsiasi argomento che si possa definire “di sinistra” o che venga propugnato da un personaggio che si dichiari esplicitamente “di sinistra”
Tutto ciò non è superbia e neppure arroganza, è semplice coerenza.
Eppure un giorno potrei anche considerare la sinistra come un’alternativa, ma quel giorno da quella sinistra avrei dovuto prima ascoltare una seria ed onesta autocritica (anzi, un'abiura), sugli errori commessi dal marxismo in tutto il suo passato storico, sui metodi infami tipici della dittatura del proletariato, sul suo uso sistematico della disinformazione e della falsificazione per conquistare consenso e sulle strategie mafiose messe in atto per conservare successivamente il potere occupato con l’inganno, sugli intrecci tra organi del partito, criminalità ed affari illeciti, sulle complicità fuorilegge tra politica, informazione, istituzioni e toghe, elementi tutti di una holding scellerata con finalità golpiste.
Forse potrei anche valutare le proposte concrete della sinistra (ammesso e non concesso che essa sia in grado di elaborarne almeno una che non sia ingannevole), proposte per un futuro ordinato del nostro Paese, per una distribuzione più equa delle opportunità, per una soluzione drastica all’appetito sempre crescente della casta, per il ridimensionamento delle sacche di privilegi, a partire da quelli sindacali, clientelari e di campanile, per la difesa dell’identità nazionale e delle conquiste di civiltà e di progresso frutto della nostra Storia e della nostra appartenenza al mondo civile da sempre.
Avanti, compagni, mostratemi come volete trasformare il mio Paese con il mio voto o con la mia astensione, fatemi comprendere se volete una burocrazia più soffocante, uno Stato invadente ed ossessivo che sollevi i cittadini dalla responsabilità di pensare e di agire, che provveda a chiunque dalla culla alla bara al solo prezzo della rinuncia ad agire in proprio in piena libertà.
Mi sembra che sia questo il modello che proponete, oppure è anche peggio?
Un pensiero unico, omologato, nulla fuori dal conformismo, oppure è ancora lecito pensare che sia profondamente sbagliato ciò che proponete? Ad esempio, santificare i gay, incentivare le invasioni barbariche, distribuire favori per crearsi clientele, scoraggiare le imprese e terrorizzare gli investitori.
Ed è altrettanto giusto o sbagliato ritenere che la famiglia naturale sia composta da uomo e donna e che i figli abbiano diritto a genitori normali, senza tanti ridicoli e grotteschi sotterfugi linguistici?
E battersi contro la degenerazione dei costumi e voler conservare il diritto degli italiani a vivere con serenità nel Paese che appartiene loro da generazioni, con la loro tradizione culturale, i loro riti religiosi millenari, il loro orgoglio di appartenenza come è naturale per ogni popolo sovrano sulla sua terra, tutto ciò può essere considerato una "filosofia" illecita, inopportuna, criticabile e perfino impresentabile? Un modello che voi condannate come “xenofobo e razzista” e che ha invece l’unica finalità di non gettare alle ortiche migliaia di anni di Storia e di civiltà.
Mi dispiace, più ci penso e più mi convinco che non sarò mai dei vostri, non mi avrete mai, amo troppo il mio Paese ed i miei compatrioti per accettare di vedere mandare tutto in rovina da voi.
Vi considero criminali, e pure recidivi ed irrecuperabili, voi che avete progettato la svendita dell’Italia e la sua distruzione, voi che per perfezionare il vostro sistema di brogli non vi fate scrupolo di ricorrere alla legione straniera, voi che state occupando ogni poltrona di comando disponibile.
E considero poveri ingenui altri di voi "progressisti", milioni di numeri, anonimi ovini votanti per i partiti di sinistra, resi docili dalla retorica e dai vuoti proclami dei vostri gerarchi, trascinati nel baratro da falsi profeti e da tribuni astuti nell’illudervi “qualunquemente”.
Corvo rosso, non avrai il mio scalpo.

Enrico Scarpellini

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