sabato 5 novembre 2016

Finalmente la giustizia internazionale condanna Facebook



Molto spesso siamo stati giustamente critici nei confronti dell'operato della Magistratura, ma stavolta non possiamo che essere soddisfatti per quanto stabilito dai giudici di Napoli contro la filiale irlandese di Facebook.


Vi ricordate della ragazza che venne diffamata sui socialnetwork e poi si suicidò? Possiamo pensarla come vogliamo ma di certo venne segnalato al Socialnetwork del nerd americano Zuckerberg come inappropriato il contenuto di quel video "sfuggito di mano" alla sprovveduta ragazza.
A quanto pare dei "profili falsi" fecero girare sulla rete quel video diffamando questa persona che non resse allo stress e si impiccò.
Adesso gli amichetti di Zuckerberg dovranno fornire i nomi, che hanno, dei profili fasulli che giravano in rete e che hanno attaccato questa ragazza.

Si perchè lo abbiamo detto più volte, Facebook è il rifugio dei vigliacchi, che contano su un ipotetico anonimato per attaccare gente che nel bene o nel male comunque ci mette la faccia. E così gente che nella vita di tutti i giorni ha poche o nulle possibilità di farsi rispettare, gente che ogni giorno viene collocata nel gradino più basso della società da altri individui che riescono ad essere risoluti e determinati, magari si creano nella loro mente e su Facebook una vita parallela, e cercano di convincersi di avere un senso, magari semplicemente perchè dietro cento maschere si sentono finalmente protetti a differenza della vita reale.

Ma non solo. Ci viene detto dal TG5 che persino i tedeschi di Monaco, che sia per senso di colpa o altro non ci interessa, per fortuna anche dentro il Reich c'è gente di buona coscienza, hanno incriminato Facebook per "Negazionismo", eh si perchè i turchi e gli altri del Reich che detengono il pacchetto di maggioranza del giocattolo del nerd Zuckerberg, troppo spesso filtrano idiozie magari contro l'islam ma son assai di bocca buona quando ad essere colpiti sono ebrei o cristiani.

Inutile sottolineare ancora una volta i singolari attacchi di "pirati" a certi gruppi, che abbiamo alla fine scoperto essere una squallida manovra di recupero di risorse da parte di Zuckerberg and Co.
Ed inutile anche sottolineare come anche Ribellione Nazionale o i suoi autori ogni tanto vengono presi di mira dal trolluccio di turno, infastidito dalle verità pubblicate, e dall'efficacia del nostro operato contro i loro padroni, che siano tedeschi, o turchi o islamici o magari delle cricche di recupero crediti. Guardacaso tutti fanno capolino dalla cloaca Facebook. Fuori di li, non esistono.

Magari tra qualche tempo, verranno pubblicati i nomi cognomi ed indirizzi dei vari "troll" e "leoncini da tastiera" che sono convinti che resteranno per sempre nell'anonimato. E finalmente potremo andarli a trovare e far due chiacchiere tra uomini, ammesso che tra di loro ve ne siano.

Attendiamo con fiducia che i nodi vengano al pettine.

2 commenti:

  1. Spesso qualcuno mi aveva beneficato di film hard e io ogni volta ho segnalato la cosa ha Facebook che invariabilmente mi rispondeva che rispondevano alle loro regole
    Detto questo cerco di mantenere un minimo di obiettività: i video della poveraccia che si è suicidata furono fatti col suo consenso e da lei regalati ad amici, io non nego che questi amici si sono divertiti a sputtanarla, ma pure lei, parlandone da viva, poteva aspettarsi che la cosa non sarebbe stata vista fra quattro mura e sarebbe stata vista da mezzo mondo: mi dispiace perchè per una leggerezza sua ci ha rimesso la vita, in olgni caso Facebook, se avesse voluto, avrebbe potuto bloccare la circolazione di quei suoi video (non so se uno o più di uno)
    Ora sia pace a lei e alla sua famiglia ma le ragazze imparino la lezione e non si fidino più di chi le vuole immortalare, il grande amore non è quello che ti filma ma quello che ti rispetta

    RispondiElimina
  2. Non entriamo nel merito della moralità della persona, ma del fatto che senza alcun dubbio Facebook ha contribuito alla morte della ragazza. È solo una delle centinaia di migliaia di porcate di cui Facebook è complice

    RispondiElimina