venerdì 16 dicembre 2016

Il paese dei balocchi

Un ministro dell'Istruzione che non ha nemmeno il diploma di scuola superiore, ed un ministro degli esteri che parla la lingua di uso internazionale, l'inglese, peggio di uno studente delle medie inferiori, un presidente del consiglio più insipido di una verdura lessa senza sale. L'Italia finalmente ha un governo a sua immagine e somiglianza.

Se non fosse stata già svergognata come frase da un altro dei vari personaggi di questo gran brutto film di cui ancora non si intravede la fine, bisognerebbe dire che "siamo alle comiche finali".

Facendo il parallelo con altre epoche pre rivoluzione, sappiamo che prima di ogni esplosione di rabbia popolare arriva il momento della degenerazione finale.
Nell'ancient regime, sotto Luigi XVI Capeto, i nobili parassiti fecero sfoggio del peggio. Ricchezze sperperate in parrucche che dovevano essere rette da due paggi quanto fossero alte, e una degenerazione morale ferocemente illustrata da quel testo disturbante noto come "le centoventi giornate di Sodoma" del nobile francese Marchese De Sade, passato alla storia per essere un delirante compilatore di atti sadici parafiliaci descritti fin nei minimi particolari, compiuti da nobili verso ragazze e ragazzi fino a procurante morte ed indicibili sofferenze.

Ed ora il degrado morale della nazione sta rapidamente ed inesorabilmente scivolando verso quei sordidi livelli.
Un ministro dell'Istruzione, tale ministr-a Fedeli, che non possiede i requisiti minimi culturali previsti nemmeno per accedere al rango di bidello, ma in compenso possiede una lucida, ferrea fede nella cosiddetta "ideologia di genere" o "gender". Una teoria perversa di moda da qualche tempo, che spacciandosi per rinnovo morale di tolleranza degli orientamenti sessuali vorrebbe imporre come normale forme di coppia, come quelle omosessuali, che da sempre, e ne abbiamo ampiamente discusso, non possono che costituire per definizione che un puro momento di svago per alcuni a tali atti orientati (e nemmeno così numerosi), ma che mai dovrebbero rappresentare elemento fondante di un serio nucleo familiare.
Chi teorizza il gender lo sa bene, se ha studiato la storia ed ha un minimo di nozioni scientifiche. Ma tutto ciò gli serve per "buttarla in caciara", e disorientare le nuove generazioni, stordirle e renderle sempre più imbelli e dominabili. Il potere ci vuole tutti "Elohim" in pasto ai "Morlock", magari di fede islamica, che sbucano da sottoterra per consumare il loro pasto antropofago, come nel profetico testo di Herbert George Wells "la macchina del tempo".

Il popolo deve essere trasformato in una massa amorfa e sonnacchiosa, ed ogni atto che gli ideologi del regime valutano si muova in quel senso è benvenuto e benedetto. Il gender serve solo a quello.

E il nostro biglietto da visita verso l'esterno? Siamo nelle mani di Alfano. Già mingiustizia, poi mininterno, ora minesteri. Abbiamo sentito come si esprime in inglese. Mio nipote va alle elementari, parla un inglese molto migliore di lui, però forse non sarà mai ministro. Il merito di costui è dato dall'essersi saputo guadagnare immeritatamente la fiducia di un leader come Berlusconi, ed averlo poi pugnalato alle spalle meglio di Bruto. Trattenendosi al governo e creando all'occasione una formazione politica di comodo, NCD, fatta da fuoriusciti da Forza Italia, che nel momento più difficile del loro leader, invece di fare quadrato, preferivano mantenere le poltrone. E davano il via all'ennesimo teatrino di spostamenti di orientamento politico, possibili a causa di un articolo costituzionale che garantisce l'assenza di vincolo di mandato. Insomma nel loro piccolo dei "gender-politici". Una roba incomprensibile persino in repubbliche delle banane.

Visto da fuori, il paese italico sembra il Paese dei Balocchi, dove gli svogliati, i fannulloni, i meno capaci gozzovigliano.

Ma qualcosa si muove, abbiamo visto che qualche forcone è tornato per strada.

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