lunedì 30 gennaio 2017

Come ve lo dobbiamo spiegare? Il Fascismo non fu antisemita. Venne forzato dal suo opposto ma "alleato" germanico!

Margherita Sarfatti Grassini, Ebrea Italiana ideologa del Fascismo


Ringrazio l'amica e collaboratrice Maria Eugenia Prestipino che mi ha permesso di conoscere questo articolo del blog "dietro le quinte" pubblicato nel 2014.

Il titolo dell'articolo è chiarissimo "Nessun ebreo fu mai consegnato ai campi finchè Mussolini fu al governo".

A chi non è capitato di avere a che fare con qualcuno, che si definisce "fascista" e inizia con una tiritera del tipo "Perchè il sionismo...", "Perchè gli ebrei ed il Bildelberg...", "Perchè gli ebrei....".

Insomma sembra quasi che per certi sedicenti "fascisti" sia obbligatorio, come condizione strettamente necessaria, adeguarsi a quello che fu invece un esclusivo frutto della mente malata dei germanici, che venne poi come tutti ben sapete, messo in ferocissima pratica coi Campi di Sterminio.

Si perchè il germanico da sempre, dai tempi della calata dei barbari Cimbri e Teutoni non vede altra razza che la propria, perchè è consapevole dalla propria limitatezza e quindi non vuole confronti né con i Latini, né con gli Slavi, né con i Celti, e da quando nel medioevo i barbari di Germania, iniziarono a rendersi conto che in giro per le città che un tempo furono dell'Impero, come seri e rispettosi Cittadini di Roma, vi erano delle comunità di rito Ebraico, decisero che le loro frustrazioni razziali si dovevano indirizzare anche, e poi soprattutto contro di loro.

Dal massacro nella Sinagoga di Strarburgo, del 1348, di cui accennammo in altri articoli, e Strasburgo oggi è in Francia ma era una città popolata di tedeschi all'epoca, quella che i Romani fondarono come Argentorate; passando per l'antisemitismo di Lutero, per poi passare al paradossale antisemitismo di Marx, che rinnegò la fede ebraica per abbracciare con entusiamo la fede protestante (ci sono fonti contrastanti, ma da varie risulta che il padre di Marx era addirittura un Pastore luterano), per arrivare a Hitler, i germanici hanno sempre fatto della "razza" la loro malattia.

Essi sono una "bella razza pura", e sono talmente puri, che presumibilmente a causa dell'accoppiamento tra consanguinei, riportano uno dei tassi di tare genetiche tra i più alti al mondo. Altro che perfezione germanica!

Ma veniamo a noi.

L'articolo conferma e rafforza quanto da noi scritto in vari articoli.

Primo, Mussolini non fu mai antisemita, almeno quando era nel pieno possesso delle sue facoltà politiche. Poi una volta "liberato" da Skorzény sul Gran Sasso, si ritrovò ostaggio di Hitler, e circondato da quelli che oramai più che dei devoti fascisti Mussoliniani, erano in parte dei controllati dai tedeschi, ed in parte, ma minima, dei convinti e motivati nazisti vestiti in camicia nera.

Il fascismo vero si dissolse con il 25 Luglio del 1943. Forse i veri fascisti furono paradossalmente quelli che gli votarono contro, al Duce. Non a lui, ma a quello che lui, suo malgrado era diventato. Un inconsapevole, o parzialmente consapevole strumento nelle mani dei barbari. Un altro Quintilio Varo, uno che convinto da un germanico, si inoltra dentro Teutoburgo con le sue Legioni per farsi massacrare.

Leggiamo dall'articolo di "Dietro le Quinte":

"Non è assolutamente vero che i fascisti volevano sterminare gli ebrei .
Lo storico e giornalista tedesco Emil Ludwig, che scrisse un avvincente libro su Mussolini nel 1932 basato su una serie di lunghe interviste al Duce, affermò: “ Indubbiamente nessun personaggio inglese o russo ebbe un giudizio così comprensivo verso gli ebrei come Mussolini lo ebbe nei miei confronti nel 1932 “
Ludwig, il cui vero cognome era Cohn, era ebreo e scrisse queste parole nel 1946 nell’introduzione ad una nuova edizione del suo libro “ Talks With Mussolini” (Colloqui con Mussolini). In altre parole, le scrisse col senno del poi: la Seconda Guerra Mondiale era finita e gli orrori dell’olocausto erano stati rivelati.
Fu solo dopo la fatale alleanza dell’Italia con la Germania Nazionalsocialista alla fine degli anni 30 che il Fascismo italiano divenne antisemita, ma anche allora non aveva alcun piano di sterminare gli ebrei. Fino a quel periodo i circa 50.000 ebrei italiani erano bene integrati e molti fascisti di rilievo erano ebrei.
Margherita Sarfatti, amante di Mussolini fino agli anni 30, era ebrea. Figlia di una ricca famiglia veneziana, la Sarfatti incontrò Mussolini a Milano prima della Prima Guerra Mondiale quando questi era un astro nascente del socialismo rivoluzionario. Essa scrisse articoli sull’arte per il giornale del Partito Socialista Avanti!, editato da Mussolini.
Seguì Mussolini quando questi abbandonò il Partito Socialista Italiano nel 1914. Egli però non abbandonò mai il socialismo, perché il partito voleva che l’Italia rimanesse neutrale e lui si accorse che ciò avrebbe portato il paese ad essere uno spettatore più che un protagonista. E quando fondò il Fascismo come movimento rivoluzionario di sinistra alternativo nel 1919, la Sarfatti divenne una dei suoi ferventi propagandisti, scrivendo la prima biografia di Mussolini dopo la presa del potere nel 1922. Intitolato “DUX” in italiano, questo libro brillante ma adulatorio fu pubblicato prima in inglese nel 1925 e divenne un best-seller internazionale trad in 20 lingue.
I fascisti italiani non erano né più né meno antisemiti o razzisti di quanto lo fossero gli europei in generale a quel tempo."




Avevamo già parlato di Margherita Grassini Sarfatti. Abbiamo citato Montanelli, che quando ebbe in gioventù, il modo di essere alla presenza di Mussolini, gli sentì dire "noi Italiani non siamo razzisti, il razzismo è roba da biondi".

Io vorrei capire cosa deve scattare nel cervello di uno che si definisce fascista per aprire finalmente gli occhi e capire che il nemico del Fascismo (e della nostra gente da millenni) non è mai stato mai Israele, (anzi!)  ma la Germania? Eppure loro continuano ad arrogarsi la patente di fascisti ed a disegnare le "svastiche" diffamando il vero Fascismo, come se il Socialismo Nazionale dei Lavoratori Tedeschi, un movimento pseudocomunista germanico fosse la stessa cosa del Fascismo. Come se il solo fatto che Hitler scimmottasse il saluto Romano fosse sufficiente a dire che erano "parenti". Come se il fatto di aver per disgrazia perso la Seconda Guerra Mondiale assieme volesse dire che sono "amici". E certo, infatti Stalin e gli USA erano talmente affezionati gli uni agli altri, proprio perchè avevano combattuto assieme che poi dopo gli USA per riconoscenza a Stalin si convertirono tutti al Comunismo. Ma per favore!

Renzo De Felice in "Storia degli Ebrei durante il Fascismo" è molto chiaro. 
E' vero che nel 1938 Mussolini promulga le Leggi Razziali, ma il suo non è un atto antisemita. Nessun ebreo doveva essere l'obiettivo di tali leggi, bensì, Mussolini era seriamente preoccupato dal cosiddetto "meticciato". In altre parole, sempre più italiani nelle colonie del Corno d'Africa, attratti dalla dolcezza e bellezza delle donne di quelle terre, avevano sempre più mogli africane. (E io che sono onorato di avere come moglie una donna di origine Somala posso capire perché).
E Mussolini non era tanto preoccupato dal fatto che "il sangue italico" si mischiasse con quello africano, figuriamoci, ma dal fatto che ad un certo punto i figli di tali unioni avrebbero potuto essere tanto devoti al padre italiano quanto alla madre africana, e determinare qualche problema di natura politica.

Nell'articolo di "Dietro le quinte" si cita anche il caso dell'Occupazione Italiana della Francia Meridionale. Abbiamo già parlato di testimoni Ebrei francesi, i quali hanno raccontato di come i Fascisti occupanti li difesero dai collaborazionisti francesi di Petain, che a differenza loro, li cercavano per fucilarli direttamente o darli in pasto ai germanici.

Si, avete capito bene, i Nazisti di Petain, francesi erano antisemiti, i Fascisti no.
E potremmo citare migliaia di casi. Mussolini fino al 25 Luglio 1943, ossia finché fu capo del Governo dell'Impero d'Italia, non permise neanche mezza deportazione. Poi un altro barbaro, discendente dei Franchi (germanici anch'essi), un Savoia, lo fece arrestare. Poi lo tradusse al Gran Sasso. Poi, ci dicono gli storici, arrivarono dal Governo di Badoglio degli strani e confusi messaggi, in pratica si volevano sbarazzare di Mussolini, che avrebbe potuto avvicinarsi a frange antitedesche e riprendere in mano la guerra lui si, efficacemente, contro la Germania e consegnarlo su un vassoio d'argento ad una accozzaglia di banditi tedeschi da due soldi che con una azione grottesca scesero da alianti per "liberare" un Duce per niente contento, aveva capito che lo avevano venduto per qualche trentina di danari a Hitler.

Non ci vuole chissà quale intelligenza per capire questo. Speriamo che, ribadisco, i veri Fascisti vengano fuori e capiscano la differenza tra essere seguaci di un imbianchino mezzo austriaco e di un uomo che voleva riportare Roma al centro del mondo.
CL

2 commenti:

  1. Molto interessante leggere questioni storiche: in questo caso sapevo che Mussolini non era antisemita e che le leggi razziali erano state promulgate per scimiottare la Germania Hitleriana perchè mia madre mi aveva detto tante cose di quell'epoca

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    1. Il motivo della introduzione delle leggi razziali ce lo dice lo storico Renzo de Felice, come scrivo nell'articolo. Non è affatto per limitare le libertà individuali della Comunità Ebraica, è per controllare il fenomeno che venne definito "meticciato". I maschi italiani letteralmente correvano a sposarsi le donne di Eritrea, Etiopia, Somalia. Affascinati dalla loro bellezza e dalla loro antica cultura (e non posso certo dar loro torto, mia moglie ne è prova evidentissima).
      Tutto questo dava fastidio non solo alle donnine italiche preoccupate dalle temibili competitors, ma dagli ambienti clericali conservatori che temevano una "contaminazione" culturale che avrebbe sviato i nuovi italiani figli di donne del Corno d'Africa.
      Lo stesso discorso valeva per la Libia dove c'era inoltre più forte il rischio di una conversione all'Islam dei nati dalle unioni miste.
      Il fascismo era profondamente progressista invece e questo lo vedeva come un bene. Come per l'antica Roma dove mai nessun Imperatore si sognò mai di "tutelare la razza Romana" (che manco esiste) ma anzi spesso venivano incoraggiati i Legionari a sposare le donne delle Colonie per rafforzare vincoli di pace e di amicizia.

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