mercoledì 8 febbraio 2017

Il Reich sta per perdere anche la Francia. 3. Il falso mito di Carlo Magno

Carlo Magno, un rozzo predone germanico analfabeta, mitizzato ingiustamente dalla propaganda filogermanica e dai libri di storia che si preoccupano più di trattare delle gesta di questo barbaro che non delle sorti di Roma d'Oriente

3. Il falso mito di Carlo Magno



Carlo Magno estese un dominio limitato all'Europa centrale e purtroppo all'Italia settentrionale mentre nel resto dell'Italia oltre agli altri barbari Arabi vi era ancora la civiltà di Roma. E questo limitato Imperium si sgretolò alla sua morte.


Sappiamo infatti del "feudalesimo", che in pratica sbriciolò l'Europa barbarizzata, la atomizzò, mettendo città contro castello, comune contro comune, contea contro marca, ducato contro principato, in un'orgia di sangue che aggravò ancor di più la situazione europea già di per se arretrata dopo la caduta dell'Impero d'Occidente (476 d.c.).

Era tipico dei Germani il tutti contro tutti. Infatti sotto Roma i Germani non furono capaci di uno straccio di aggregazione, non furono capaci di costruire una sola cittadina, vivevano raminghi tra i boschi. E così rimasero fino al 1870 d.c. perché il "Primo Reich" era già morto prima di nascere.
Teoricamente dall'800 d.c. al 1870 d.c. vi era lo spregevole titolo di "Imperatore del Sacro Romano Impero" ma in pratica non era che un atto simbolico. I Germani da vincitori su Roma avevano fallito. 

Non esisteva nessuna nazione tedesca. C'erano tanti feudi, tribù armate, dall'Austria a sud fino al Brandeburgo dell'Ordine Teutonico tra le genti slave ad oriente, fino alla libera città di Amburgo a nord o alla Svevia, Baviera. 

Tutti staterelli senza arte nè parte. Senza leggi e con rudimentali istituzioni. 

Gli unici a organizzarsi bene, ma erano tedeschi per modo di dire, furono i Cantoni Svizzeri. Ma sappiamo bene che gli Svizzeri anche quelli di lingua tedesca in realtà sono di ceppo Retico e quindi non germanico.

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