martedì 18 aprile 2017

Montanelli sugli italiani aveva ragione (2 di 7)

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Poteva piacere o no questo era lui.
E se vi fosse qualche vero giornalista in questo 'porco paese' (citando Pirandello) non potrebbe che cercare in qualche misura di prenderlo ad esempio.
Ma non è del Montanelli giornalista che vi parlo.
Quello forse meno noto ma assai più significativo è lo storico ed il filosofo che era in lui.
La sua straordinaria opera sulla Storia di italia non lo nego è il riferimento da cui parte la mia analisi sul peccato originale italico.
Il male che devasta questo paese che ha paura di essere grande e che lo è stato poco e male e di quel poco si vergogna e fa di tutto per dimenticarsene. Montanelli aveva capito tutto in modo chiaro.
Verso la fine dell'Impero Romano lo abbiamo detto sempre, i giovani romani ormai traviati dalla mollezza del messaggio cristiano che li voleva imbelli e arrendevoli, che vedeva in quello che per i romani era un Dio, Marte, la guerra, un male da evitare o al limite da evitare, schifavano l'esercito e così Roma fu costretta a rivolgersi ai mercenari barbari. Fu la fine. Dal 313 data del famigerato Editto di Costantino non passa un secolo e Roma è messa a ferro e fuoco dai predoni visigoti di Alarico, un mercenario arrabbiato per non aver preso lo stipendio.
Montanelli lo disse. Gli italiani hanno perso allora coraggio e dignità.
I papi poi hanno dato nei secoli il colpo di grazia ad ogni residuo di 'maiestas'.
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