mercoledì 31 maggio 2017

Lo chiamavano 'Er Caghetta'

Dalle mie parti, in Tuscia, ma credo in gran parte d'italia, delle zone che fecero parte dell'Impero Romano ma credo sia così in tutto il mondo, un individuo si identifica ancora col nome, che per i latini era il praenomen, il cognome, identificabile nell'antico nomen che vengono conferiti il primo alla nascita dell'individuo ed il secondo si trasmette di padre in figlio, ma soprattutto dal soprannome un tempo il cognomen, che l'individuo riceve dalla collettività o dalla famiglia o dai parenti o dai colleghi, e assai più raramente che si attribuisce da se e riesce a far accettare agli altri.
Il soprannome a volte lo conosci ma spesso tutti lo sanno tranne te. Specie se è roba infame o infamante. Si sa, il mondo è crudele e allora ti possono dare uno o molti soprannomi.
Come nasce? Nei modi più disparati, e basta un niente.
Per farvi un esempio al paese di mia madre ai tempi del fascismo vi era un tale che andò un giorno con gli amici a vedere un film dei primi col sonoro.
Dopo aver visto il film, gli amici cominciarono a dire "guarda! Sembra ... " e citarono il personaggio del film, per giunta pure col nome storpiato.
Ebbene da tre generazioni ormai il soprannome in questione si tramanda.
Oppure un tale ormai anziano che da piccolo aveva sentito inneggiare ad un grosso personaggio dell'epoca e lo ripeteva continuamente. Gli rimase attaccato.
A me a mio padre a mio nonno, hanno dato dei soprannomi. Io ne ho uno per ogni posto dove ho studiato o lavorato. E sono più o meno graditi o sgradevoli in virtù della cattiveria di colui che te lo conferisce e dello scopo che si prefigge dandotelo.

Uno dei posti dove ho lavorato era famigerato per la efferatezza dei soprannomi conferiti. A tale ruolo ci si era arrogato un tale, obiettivamente un vero imbecille la cui unica 'competenza' era fare mobbing e appioppare nomignoli da esposto in procura. Si perché a volte si usano per ferire e in rari ma non troppo rari casi arrivano a far tanto male che un carattere debole ne viene persino spinto al suicidio.

A Roma e in parte nel Lazio tipici soprannomi sono al femminile.
Abbiamo 'Er Pomata', (dall'uso massiccio di brillantina tra i capelli) queste parti è famigerato 'Er Bucìa'

Ma chissà mai chi sarà stato e quale scopo si prefiggeva colui che nei primi anni di militanza conferì a Gianfranco Fini il soprannome 'Er Caghetta'.

Si può leggere in letteratura, è ormai cosa arcinota.

Sta di fatto che nel suo caso ci appare alquanto adatto al personaggio che ahimè alla fine emerge.

Si perché la storia, con alcuni tratti di leggenda vuole che la carriera politica der Caghetta (ce lo riportano vari quotidiani online) nasce a 16 anni.
A lui della politica non gliene fregava una benemerita. Ce lo dice pare lui stesso.
Ma era un fan di John Wayne.
Davano un film, 'Berretti verdi', che nella rossa Bologna dei primi anni 70 alcuni militanti volevano con il loro consueto senso della democrazia 'picchettare'.
Allora Gianfranco che voleva vedersi il film venne aggredito da costoro. Fu così che decise di votarsi e poi di farsi votare nella sezione giovanile dell'MSI.

Insomma uno che si butta in politica per ripicca. O se volete uno a cui hanno fatto un torto e viene spinto da una parte. Viene 'polarizzato' da uno specifico evento.

Ma accade molto spesso sapete?

È assai raro che un individuo maturi un convincimento politico solo valutando i vari programmi ed idee. Diciamo anzi che non accade mai.

Er Caghetta cresce nel MSI. Ma la sua parabola ci ricorda il protagonista interpretato da Sordi nella "arte di arrangiarsi" degli anni 60. Come del resto va detto molti altri soggetti politici odierni.

Ma a differenza del personaggio di Sordi che nel corso della storia cambia mille casacche e sempre dalla parte giusta (fascista coi fascisti, poi democristiano poi comunista ecc... ) er Caghetta per lungo tempo milita 'dalla parte sbagliata'.

È li che per tutti noi nasce il mito.

Uno che ti conquista col suo timbro di voce grave. Gravitas della Mos Maiorum diremmo noi. Anzi sembrava incarnare tutte e 5 le virtù antiche. E a me piaceva il fatto che come oratore andava a braccio. Che fosse in parlamento o un qualsiasi comizio, er Caghetta non si preparava mai il discorso.

Ci sapeva fare.

Ci sapeva fare a tal punto che un grande uomo politico. Uno dei migliori di sempre ed universalmente riconosciuto persino dai suoi più spietati nemici a sinistra come Giorgio Almirante lo designa a successore.

Ci sa fare a tal punto che nel 1991 cavalca l'onda di fango del golpe mani pulite da destra e va col MSI al ballottaggio con Rutelli sostenuto dal centrosinistra.

Ci sa fare a tal punto che riesce a convincere la stragrande maggioranza dei militanti durissimi e purissimi di destra, gente abituata a combattere, a prendersi sprangate e colpi di pistola dagli 'Antifa' a svoltare nel più politicamente corretto 'Alleanza Nazionale' in cui in passato ebbi modo di militare un poco.

Ci sa fare al punto che un imprenditore di successo come Berlusconi si sbilancia e dice all'epoca 'il mio cuore a Roma batte per Fini'.
Pensate, uno come Berlusconi che fino ad allora era stato molto lontano dalla politica se non, come praticamente chiunque all'epoca, con frequentazioni di Bettino Craxi, un altro grande politico costretto all'esilio dai golpisti del '92 uno che ancora oggi rimpiangiamo che ci aveva condotto ad essere la quarta potenza mondiale. Berlusconi possiamo dirlo, forse si decide a scendere in politica anche sedotto dal carisma der Caghetta.

I migliori politici ed imprenditori pendono dalle sue labbra.

Nel 94 Caghetta è al potere. Ci starà poco perché poi Bossi fa una cazzata e si attua un nuovo golpe.

Caghetta lo diamo tutti per certo sarà il dopo Berlusconi.

Quando nel 2001 Berlusconi torna, lui è l'astro nascente.

Mi ricordo le lucide profezie dei militanti AN 'Silvio abdica ad un certo punto e arriva lui'.

Eh si era a tanto così dal farcela.

Poi? Il delirio.

Viene nominato Presidente della Camera.

Ci deve essere qualcosa di tossico o maledetto in quella poltrona per la gente di destra. Fu già della Pivetti che uscì presto di scena. Poi fu di Casini che fu tra i primi 'relapsi' del centro destra.
Ora Caghetta dall'alto del suo scranno istituzionale, siamo grossomodo nel 2009 un anno appena dopo il suo insediamento, comincia a farla fuori dal vaso.

La prima volta che mi insospettisce è durante una puntata della trasmissione di regime Ballarò. Interviene telefonicamente per maltrattare il suo compagno di squadra Bondi. A tal punto che la clac di sinistra lo plaude commossa.

Poi la faccenda delle sordide confessioni su Berlusconi a microfono aperto ad un giudice. 'Si crede Giulio Cesare' e roba del genere, buona dal parrucchiere ma non in bocca alla terza carica dello Stato persino superiore a Berlusconi stesso.

C'è qualcosa che non va.

I duri di destra già hanno da tempo iniziato a schifarlo perché ha osato mettere la kippah nella sua visita in Israele.
Ma questo ai miei occhi allora gli fece onore. Forse una delle poche cose giuste che ha fatto

Ma ora tra noi sostenitori c'era confusione.

Perché Caghetta fa così? Che succede?

Mi ricordo riunioni convulse al partito.

Quasi tutti o tutti gli davano contro. Io per primo. Non c'era verso. Doveva essere impazzito.

Poi esce la questione Montecarlo.

Li abbiamo veramente visto rosso. Sotto tutti i punti di vista.

Ma come? Noi militanti ci ammazziamo di lavoro gratuitamente anzi, paghiamo senza fiatare la quota annuale e tu che fai? Sottrai al Patrimonio del Partito un appartamento donato da una militante per darlo a tuo cognato?

Ma scherzi? Nemmeno un Borgia sarebbe stato capace di tanto.

Fu la rottura con noi militanti. Poi poco dopo arrivò il "che fai mi cacci?" sputato ingratamente in faccia a Berlusconi.

Il resto è storia nota.

Caghetta cade in disgrazia. Il suo partito Futuro e Libertà viene condannato alla Damnatio Memoriae. Raggiunge alle elezioni percentuali da "associazione di vittime da cadute di meteorite a forma di Duffy Duck" e scompare dalla scena. Il potenziale futuro imperatore di Roma si dissolve in una nuvoletta di borotalco nelle successive elezioni del 2013.

Cosa gli è successo?

Chi dice che sono le cattive frequentazioni di famiglia. Ha divorziato da Daniela e si è sposato con Elisabetta Tulliani già consorte di Gaucci. Insomma un personaggio che a molti fa pensare alla cacciatrice di dote. Due più due fa quattro. Lei mette in croce Caghetta che per sbarcare la pagnotta rinnega ogni cosa. Ennesima vittima di una femmina domina.

Ci può stare. Ma il "sono un coglione", atto apprezzabile di pubblica ammissione del Caghetta cela molto altro.

Ha ceduto non tanto alle lusinghe della carne quanto a quelle assai più subdole e perniciose del regime.

I giudici, certi giudici, lo hanno protetto, o per meglio dire, ignorato, fino a quando era funzionale al regime. Finché era la quinta colonna dentro la destra.

Ora caro Caghetta non servi più.

Adesso ad intercettare la protesta anti regime c'è un nuovo fantoccio temiamo.

Ora le attenzioni e le tutele sono per lui.

Lui deve fare quello contro. Chi è?

Indovina. Pure lui una volta sgonfiato farà la tua stessa fine.

Se aveste un briciolo di cervello e di buona fede vi sottrarreste per tempo a tutto questo.

Ma lui farà la tua stessa fine se non peggiore.

Storace il suo ex amico e compagno di partito, ha detto che se non fosse reato la istigazione al suicidio glielo consiglierebbe.

Francamente non saprei se merita una uscita di scena Romana, degna di Seneca 

Preferirei espiasse consapevolmente. Ed anzi presa finalmente coscienza della immane quantità di cazzate commesse, si impegnasse non di certo in prima persona a fare in modo che mai più personaggi ingenui o avidi o con mania di protagonismo possano recare danno nell'agone politico. 

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