martedì 6 giugno 2017

Il principio della fine dell'Asse Islam-Berlino

La notizia era gigantesca e i media di regime non potevano fare finta di niente.
Lo hanno fatto e lo stanno facendo ignorando sistematicamente il conflitto tra Yemen ed Arabia Saudita. Non è facile stabilire in quel conflitto chi sia il buono e chi il cattivo. Di certo sappiamo che quello Saudita è uno dei regimi più oscurantisti del mondo dove esiste persino una polizia religiosa, i Muttawi, reclutati nelle galere, che sono capaci di linciare un individuo perché ha bevuto alcool (anche straniero n.b.) o dove una donna rischia lo stupro in taxi (la madre di mia moglie che era musulmana e andava in pellegrinaggio alla Mecca se la vide bruttissima).

Ma per quanto schifo possa fare l'Arabia Saudita, ha dovuto sbassare la cresta e anch'essa ha dovuto prendere le distanze dal Qatar.

Più o meno funziona così.

Il Reich, ossia la Germania e i suoi servi e vassalli dell'Unione Europea oltre ai democratici USA (ora in caduta libera) decidono chi colpire. Berlino alza il telefono, chiama Doha (la capitale del Qatar) dice 'bisogna colpire xxx' "mamma comanda e picciotto va e fa". Ed ecco pronte le spedizioni punitive contro l'adultera Albione rea di essere uscita dalla servitù alla Germania.
In cambio a Doha si rendono altri servigi. Ad esempio Gheddafi fu liquidato per far un favore a Doha. Per far posto alle fazioni più fanatiche dell'islam finanziate dal Qatar.
Tutta la farsa delle 'primavere arabe' gestite dalla Clinton dalla Merkel e dal pupazzetto Sarkò in realtà serviva alla nazione di Al Jazeera per costituire un enorme califfato in nordafrica.

Non avevano fatto i conti però con il valoroso popolo egiziano che ha sopportato a malapena qualche anno i deliri di Mursi e dei fratelli musulmani amici di Obama dopodiché li ha liquidati prontamente ed ora viaggia a vele spiegate verso il progresso ed il futuro.

Ma non avevano fatto i conti neanche con altri stati arabi che zitti zitti stanno diventando poli di ricerca scientifica di rilevanza mondiale, con buona pace di Maometto e dei cammellieri. Dubai in primis. Eh si perché come diceva Giordano Bruno 'la conoscenza è un seme potente, se la sperimenti non puoi più farne a meno' e agli Emiri piace troppo la robotica, piacciono troppo le nanotecnologie e l'idea di vivere da Emiri oltre 200 anni e magari per sempre. Tutta roba 'haram' ossia 'sacrilega' per l'islam.
E nonostante il politically correct dei nostri media che ci fanno credere che il mondo arabo è un fronte unito e devoto ad Allah, in realtà la penisola araba è scossa religiosamente dalle fondamenta. Conversioni al cristianesimo, al buddismo, al politeismo, a qualsiasi altro culto o all'ateismo sono all'ordine del giorno in Arabia Saudita, un paese dove dire che non sei più musulmano può costarti la vita.
Dubai sta rapidamente diventando il centro del mondo scientifico. Il petrolio è agli sgoccioli e gli Emiri si sono illuminati hanno capito che il futuro non passa dal corano ma dalla scienza.

Lo Yemen da tempo in conflitto coi Sauditi è uno stato che si è fortemente laicizzato.

Il Bahrain è un arcipelago con la coabitazione di un governo sunnita e un popolo sciita. È sotto protezione iraniana e anche l'Iran per quanto appaia come una Teocrazia sta muovendosi verso il progresso scientifico e tecnologico.

Nel mondo arabo la norma è il despotato e il dispotismo. Ma quello di Egitto, Yemen e Bahrain è illuminato. Quello degli Emirati lo sta diventando.
I Sauditi sono la sorpresa. Devono far buon viso a cattiva sorte. Rischiavano di essere additati come i cattivi e furbescamente hanno voltato la gabbana.
Ora il Qatar è in una gran brutta situazione.

Ed il rischio grosso è che quelli del Qatar messi alle strette inizino a fare i nomi. Che peraltro sappiamo già.
Merkel, Obama...

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