venerdì 6 ottobre 2017

Democrazia e Libertà


Era diverso tempo che il mio amico Klèo Tharralenis mi aveva rivolto l’invito a collaborare con Ribellione Nazionale.

Avevo finora declinato l’invito non per pigrizia ma per la mancanza di stimoli.

Ora, con l’approvazione alla Camera del ddl Fiano, lo stimolo è arrivato: eccomi qui.

PRESENTE!

Ho scelto lo pseudonimo di Aspide per i miei articoli su Ribellione Nazionale: l’aspide è una vipera generalmente lenta nei movimenti, ma in grado di reagire fulmineamente se calpestata o molestata.

Il ddl Fiano, approvato dalla Camera con 261 voti favorevoli, ed in attesa di essere posto in discussione al Senato, introdurrebbe, con l’articolo 293-bis del Codice Penale, il reato di propaganda fascista.

Tale decreto, a nostro avviso, appare palesemente incostituzionale.

Una democrazia dovrebbe essere, stando alle definizioni più condivise, un sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dal popolo, mediante votazioni.

Alla base di una democrazia vi sono dei diritti; tra questi spiccano i cosiddetti “diritti civili” (diritto alla vita, libertà di autodeterminazione, diritto alla sicurezza personale, libertà di culto, libertà di stampa e di informazione, libertà di manifestazione del pensiero, libertà di associazione…) ed i “diritti politici” (tra cui il diritto di associazione partitica).

Già a proposito dell’art. 4 della legge n. 645/1952 (Legge Scelba) furono sollevate questioni di legittimità costituzionale; la Corte Costituzionale precisò che il reato si configurerebbe non nei casi di una mera “difesa elogiativa”, bensì quando vi fossero elementi tali da indurre ad una riorganizzazione del partito fascista. In altri termini, secondo l’interpretazione che diede la Corte Costituzionale della Legge Scelba, non sarebbe ravvisabile alcuna forma di reato in una nostalgica commemorazione o difesa elogiativa del fascismo che non approdasse ad una ricostituzione del partito fascista stesso. 

Il ddl Fiano invece, prevedendo l'introduzione del reato che punisce "chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco", mina alla base alcuni dei fondamentali diritti che una democrazia deve garantire ed in particolare la libertà di stampa e la libertà di manifestazione del pensiero.

Il reato previsto dal ddl Fiano contemplerebbe anche gesti individuali come il saluto romano e la diffusione di oggetti commemorativi (immagini del Duce o altro), prevedendo "la reclusione da sei mesi a due anni", “aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici"

Ma perché tutta questa avversità nei confronti del Fascismo?

La risposta più ovvia potrebbe essere che il Fascismo è stato un movimento, poi regime, totalitario.

E nel regime totalitario lo Stato interviene con ingerenza nella vita anche privata dei suoi cittadini, condizionandone il modo di agire e di pensare.

Dunque in uno Stato totalitario non è ben vista la critica al regime, e si perpetra la censura; non sono gradite le opposizioni, che vengono messe al bando e represse,

In altri termini in un regime vengono soffocate e soppresse le libertà civili ed individuali ed annullati i diritti politici.

Dunque, a fronte di un art. 21 della Costituzione Italiana che recita “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, oggi il ddl Fiano di fatto vorrebbe impedire – anzi VIETARE , pena la reclusione, la manifestazione di consenso nei confronti di un movimento e partito politico (quello Fascista) che non garba alla sinistra. Quindi, a differenza della Legge Scelba, che in qualche modo vieta la ricostituzione del Partito Fascista, il ddl Fiano ha un carattere più spiccatamente antidemocratico e decisamente anticostituzionale.

Se mi viene impedito di fare il saluto romano o esporre immagini commemorative, in che cosa differisce questa democrazia da quella dittatura che oggi mi viene impedito di ricordare od elogiare?

In che cosa la democrazia sarebbe superiore rispetto alla dittatura se in entrambe è in qualche modo disconosciuta la libera espressione?

Quelli che oggi si fanno paladini della democrazia e della libertà sono gli stessi che vorrebbero tapparci la bocca e legarci le mani per impedirci di alzare il braccio destro…

Quale sarà la nostra risposta? Semplice:

ME NE FREGO!

Saluti! (Romani)

(Aspide)

 

Nessun commento:

Posta un commento